(Reuters) – Nella prima seduta dell’anno, Piazza Affari arriva al giro di boa in buon rialzo, in sintonia con le altre borse europee sostenute dall’accordo raggiunto in extremis sulla Brexit e dalle aspettative sulle campagne vaccinali contro l’epidemia di coronavirus. In controtendenza i titoli bancari, sensibili alle tensioni di politica interna.

Da oggi – prima seduta di mercati aperti da quando la Gran Bretagna è uscita dall’Ue il primo gennaio – il trading di azioni denominate in euro si è spostato da Londra alle altre piattaforme europee. Al momento non si segnalano problemi in merito. Anche la borsa di Londra è in deciso rialzo.

I volumi restano modesti a Milano a causa del periodo festivo.

Tra i titoli in evidenza:

Brilla Stm (PA:STM) (+3,3%) tra titoli tecnologici tutti ben comprati in Europa; anche i futures sul Nasdaq sono ben intonati.

Prosegue il rialzo di Saipem (MI:SPMI) (+3), già tonica nell’ultima seduta del 2020 in scia a un contratto in Australia. Sale in realtà tutto il comparto energetico grazie al rafforzamento dei prezzi del greggio. ENI (MI:ENI) avanza di 0,5% nonostante il downgrade di Bernstein a “underperform”.

Mattinata positiva per Fiat Chrysler (MI:FCHA), in rialzo di oltre 2% nel giorno del via libera degli azionisti all’accordo di fusione con Psa. Gli azionisti del gruppo francese hanno già approvato questa mattina l’operazione, mentre a ore è atteso il voto dell’assemblea di Fca.

Spunti al rialzo per Buzzi (MI:BZU), Nexi (MI:NEXII) e per le utility. Tonica Telecom (MI:TLIT) in un settore particolarmente sostenuto in tutta Europa.

In controtendenza le banche, che anche nel resto del Vecchio Continente appaiono trascurate rispetto agli altri settori. In Italia, il comparto risente anche dell’incremento dello spread tra Btp e Bund tedeschi a causa delle tensioni politiche tra i partiti di maggioranza, che potrebbero mettere a rischio la tenuta del governo. Lo spread è comunque sceso nel corso della mattina e le banche hanno recuperato dai minimi di seduta in un mercato che tende a escludere l’ipotesi di nuove elezioni.

Unicredit (MI:CRDI) e Intesa (MI:ISP) Sp perdono meno dell’1%, Bper (MI:EMII) e Mediobanca (MI:MDBI) poco di più.

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