Investing.com – Alla fine Facebook (NASDAQ:FB) mantiene la minaccia di bloccare la condivisione di notizie e link per gli utenti e le pagine in Australia. La decisione arriva dopo l’approvazione da parte del parlamento australiano di una modifica al Consumer Act 2020 tramite la quale si introduce l’obbligo per le piattaforme digitali di pagare gli editori per la condivisione delle notizie.

“La proposta di legge australiana”, scrive il social nella newsroom ufficiale, “fondamentalmente fraintende la relazione tra la nostra piattaforma e gli editori che la utilizzano per condividere contenuti di notizie. Ci ha lasciato di fronte a una scelta netta: tentare di rispettare una legge che ignora la realtà di questa relazione o smettere di consentire la condivisione di notizie sui nostri servizi in Australia. Con il cuore pesante, scegliamo quest’ultima strada”.

Inoltre, aggiungono da Facebook, “la decisione del governo australiano è del tutto unilaterale, considerato che «lo scambio di valore tra Facebook e gli editori va a favore degli editori» e solo nel 2020 «Facebook ha generato circa 5,1 miliardi di referral gratuiti a editori australiani per un valore stimato di 407 milioni di dollari australiani”.

La reazione australiana

Immediata la dura reazione da parte del governo australiano, con il Primo Ministro Scott Morrison che ha definito la scelta di Facebook “arrogante” e “deludente”, mentre il tesoriere Josh Frydenberg ha detto che era “sbagliato” e “non necessario”.

“Facebook ha sbagliato. Le azioni di Facebook non erano necessarie. Sono state pesanti e danneggeranno la sua reputazione qui in Australia”, ha dichiarato Frydenberg in un incontro con i media giovedì.

“Non saremo intimiditi dalle BigTech e dal loro tentativo di fare pressione sul nostro Parlamento mentre vota sul nostro importante Codice di contrattazione dei media”, ha detto il primo ministro.

“La loro decisione di bloccare l’accesso degli australiani ai siti governativi – sia che si tratti di supporto attraverso la pandemia, la salute mentale, i servizi di emergenza, il Bureau of Meteorology – erano completamente estranei al codice dei media, che deve ancora passare attraverso il Senato”, ha aggiunto.

Oltre alle pagine gestite da punti di informazione, diversi account australiani sostenuti dal governo sono stati spazzati via da Facebook giovedì mattina. Le pagine governative colpite includono quelle che forniscono aggiornamenti sulla pandemia di Covid e sulle minacce di incendi boschivi.

L’accordo tra Google e Ruber Murdoch

Nel frattempo, Google (NASDAQ:GOOGL) ha comunicato di aver raggiunto un accordo con News Corp, editore del Wall Street Journal e del New York Post, che fanno riferimento a Ruberth Murdoch.

L’accordo prevede il pagamento dei contenuti giornalisti di News Corp, compresi quelli in Australia, dove è presente in maniera importante con giornali quali Daily Telegraph e Herald Sun e le tv di maggior peso.

L’accordo avrà durata triennale e comprende tutto ‘l’impero Murdoch’ presente anche in Gran Bretagna (Sun), oltre che negli Stati Uniti.

Inoltre, gli accordi prevedono anche lo sviluppo di una piattaforma per gli abbonamenti, la condivisione dei ricavi pubblicitari sfruttando altri servizi di Google e l’adesione al nuovo servizio Google showcase che è stato lanciato da poco.

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