Un calo del genere non si vedeva da 20 anni: nel primo semestre del 2020 le famiglie italiane hanno perso l’8,8% del reddito rispetto allo stesso periodo del 2019. A certificare il crollo è la Banca d’Italia nel rapporto “I conti economici e finanziari durante la crisi sanitaria del Covid-19”.

LE MISURE DI SOSTEGNO NON BASTANO

In base ai dati di Bankitalia, i redditi primari pro capite a valori correnti delle famiglie hanno subito un calo molto più pesante rispetto alle precedenti crisi economiche. Nel pieno della Grande crisi del 2008, infatti, il calo era stato del 5,2% mentre all’apice della crisi del debito (2011) i redditi delle famiglie erano scesi del 3,4%. Le misure di sostegno del governo e degli altri enti amministrativi, spiegano gli esperti di Via Nazionale, hanno solo in parte contrastato questo calo, pur di fronte a un aumento dei trasferimenti del 60,3%.

COLPITI I REDDITI DI VARIO TIPO

Una diminuzione delle disponibilità economiche che non ha risparmiato nessuna componente del reddito famigliare: -8,7% per i redditi da lavoro dipendente, i redditi lavoro e i profitti delle famiglie produttrici sono scesi del 7,4%, gli altri redditi del 13 per cento. Per affrontare la crisi, da gennaio a giugno le famiglie italiane hanno ridotto i consumi (-9,8%) aumentando il tasso di risparmio di tre volte rispetto al normale, incrementando così la mole di liquidità “dormiente” che già prima della pandemia caratterizzava il nostro Paese.

CRESCE LA VOGLIA DI TITOLI DI STATO

Una parte di questa liquidità è stata destinata all’acquisto del bene rifugio per eccellenza – i titoli di Stato – spinti anche da tagli come i BTP Italia, legati al tasso di inflazione nazionale, oppure i BTP Futura, che vanno a finanziare il rilancio delle imprese nazionali e prevedono un premio finale in base alla crescita del Pil nazionale. Inoltre, secondo il rapporto di Bankitalia, le famiglie hanno investito ulteriori 17,7 miliardi nel risparmio gestito. Infine, nei primi sei mesi del 2020 è salita l’incidenza del debito pubblico che, in percentuale del Pil, ha raggiunto i valori più alti negli ultimi venti anni. Il debito è complessivamente aumentato di 121 miliardi nel semestre, di cui 97,4 miliardi nel secondo trimestre dell’anno.

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