(Reuters) – Campari (MI:CPRI) si lascia alle spalle un difficile 2020 con una profittabilità in flessione a causa del mix di vendita negativo e del minor assorbimento dei costi fissi.

In una nota il gruppo di superalcolici, che ha annunciato un dividendo in linea con l’esercizio precedente a 0,055 euro, ha detto che le prospettive rimangono caute, “principalmente a causa dell’incertezza legata alle restrizioni in corso e ai piani di somministrazione delle vaccinazioni, con conseguente impatto sui tempi di ripresa dei canali on-premise, in tutte le aree geografiche, e Global Travel Retail”.

Il titolo ha corretto in borsa a valle della pubblicazione dei risultati, cedendo oltre il 4%.

“I risultati sono inferiori alle attese a livello di ebit e vendite sul quarto trimestre e questo ha fatto partire prese di profitto su un titolo che è salito tanto di recente”, commenta un analista, che ha chiesto di non essere citato.

Nel dettaglio l’Ebit ha subito una contrazione del 40% e quello rettificato è stato pari a 321,9 milioni, con una flessione organica del 20,4% e una diluizione di 380 punti base. L’utile netto ha segnato una caduta del 39,1% a 187,9 milioni (rettificato in riduzione del 24,4% a 202,1 milioni).

Le vendite, pari 1,772 miliardi di euro, hanno frenato del 4,1% a livello organico, con il quarto trimestre risultato in calo del 7%.

Stabili le vendite di Aperol, condizionate “dai risultati in flessione nei principali mercati con maggiore esposizione al canale on-premise, a causa delle misure restrittive, come il principale mercato italiano e la Spagna, nonché il canale Global Travel Retail”. Escludendo l’Italia e il canale Global Travel Retail, Aperol è cresciuto circa dell’11% nel 2020.

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