(Reuters) – L’incremento straordinario del debito pubblico a livello globale colpirà in modo più rilevante i mercati emergenti, con i paesi in via di sviluppo che non beneficiano dei più bassi tassi di interesse e con il costo del servizio del debito che è fonte di preoccupazione. Lo dice Fitch Ratings.

Il debito sovrano globale è crescito di 10 mila miliardi di dollari a 77,8 mila miliardi, pari al 94% del prodotto interno lordo mondiale, a causa dell’incremento nella spesa sanitaria e delle misure di sostegno pubblico all’economia per contrastare la pandemia di coronavirus, ha calcolato Fitch.

Sia l’incremento sia il livello del debito sono a massimi record secondo quanto riportato dal capo dei rating sovrani di Fitch James McCormack.

E mentre il rapporto debito/PIL – misura spesso usata per valutare la sostenibilità – resta attorno al 60% sia per i paesi sviluppati che per quelli in via di sviluppo, il dato nasconde le divergenze nei tassi che pagano i due gruppi di paesi, dice McCormack.

“Per i mercati emergenti non c’è stato alcun pasto gratis legato ai più bassi tassi di interesse”, scrive.

Secondo il rapporto, il tasso di interesse medio sull’intero stock di debito pubblico è sceso al 2% dal 4% nell’ultimo decennio nei paesi sviluppati. In quelli emergenti è invece salito al 5,1% dal 4,3%.

Fitch stima che la spesa per interessi dei due gruppi convergerà entro il 2022 a circa 860 miliardi di dollari, anche se il debito nei paesi sviluppati è tre volte più grande di quello degli emergenti.

“Il risultato è che i governi dei paesi sviluppati e di quelli emergenti pur avendo ora rapporti debito/Pil simili, hanno un costo per il servizio di questi debiti molto differente”, dice McCormack.

“Il rapido incremento dei debiti pubblici nei mercati emergenti dovrebbe essere motivo di preoccupazione ed è stato un fattore che ha contribuito alla crisi del debito in diversi di questi mercati nel 2020”.

Il pagamento di interessi sul debito pubblico è raddoppiato dal 2012 rispetto al Pil e alle entrate, con dati “sorprendenti” relativi ai debiti dell’Africa sub-sahariana: la spesa per interessi in rapporto alle entrate è salita al 12% dal 5% in questo periodo.

Lo scorso anno si è registrato un record di default sovrani, Argentina, Ecuador, Libano, Suriname e Zambia.

“Ci aspettiamo che ci siano altri default nel 2021, assieme a una maggiore attenzione alle misure per la riduzione dei debiti”, dice McCormack.

admin

Di admin

Lascia un commento