Godwin Emefiele, governatore della Central Bank of Nigeria, ha difeso la decisione dell’istituzione di vietare alle banche di fornire servizi a exchange di criptovalute nel paese.

Durante un’udienza congiunta di fronte al Senate Committee on Banking, Insurance and Other Financial Institutions; ICT and Cybercrime; and Capital Market, Emefiele ha affermato che il divieto imposto dalla CBN è nel miglior interesse dei nigeriani.

Il governatore della CBN ha inoltre ribadito che, nonostante il divieto, la banca centrale sta proseguendo con i dovuti controlli per comprendere meglio il settore emergente degli asset digitali.

Come segnalato in precedenza da Cointelegraph, il Senato nigeriano ha convocato il governatore della CBN e altri funzionari di enti regolatori federali per un’udienza sulla strada da seguire per le normative crypto.

Durante l’udienza, i rappresentanti delle autorità di regolamentazione hanno fatto eco alla posizione negativa adottata dalla CBN. Bolaji Owasanoye, presidente della Independent Corrupt Practices and Other Related Offences Commission, ha collegato le criptovalute alle attività di terroristi e sequestratori.

Owasanoye ha ripreso l’ormai nota retorica errata secondo cui le transazioni crypto offrono anonimato. In realtà, specialmente grazie a società di blockchain intelligence come CipherTrace e Chainalysis, oggigiorno tracciare le transazioni effettuate con criptovalute è relativamente semplice.

Queste compagnie hanno aiutato le forze dell’ordine di tutto il mondo a tracciare i movimenti di organizzazioni criminali coinvolte in reati come traffico di droga e pedopornografia.

Nel report sul crimine del 2020, Chainalysis ha rivelato che solo lo 0,34% di tutte le transazioni crypto nell’arco dell’intero anno è stato coinvolto in attività criminali. Per contro, un report pubblicato a settembre 2020 dal Dipartimento per gli affari economici e sociali delle Nazioni Unite ha stimato che il riciclaggio di denaro nella finanza mainstream ammonta al 2,7% del prodotto interno lordo mondiale.

Anche Lamido Yuguda, direttore generale della Securities and Exchange Commission nigeriana, è intervenuto durante l’udienza: ha spiegato che la SEC ha deciso di sospendere il suo quadro normativo previsto per gli asset digitali in seguito al divieto della CBN.

A febbraio, la SEC ha dichiarato che il mercato crypto è troppo grande per essere ignorato. Timi Agama, un dirigente della SEC nigeriana, ha affermato che la commissione stava collaborando con altre istituzioni pertinenti per creare un quadro giuridico relativo agli asset digitali in Nigeria.

Il Senatore Uba Sani del Kaduna Central Senatorial District, a capo del comitato, ha promesso che il gruppo terrà in considerazione tutte le indicazioni ricevute dalle parti interessati senza preconcetti.

In seguito al divieto imposto dalla CBN, il sovrapprezzo di Bitcoin (BTC) in Nigeria è aumentato costantemente. Al momento della stesura, il premio ha superato il 76%.

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