L’Inter si è persa. Un’affermazione che non riguarda i risultati della squadra sul campo, ma la sua proprietà. La quota di controllo della società, in mano alla famiglia Zhang, è infatti ora in pegno ad Alibaba, il colosso cinese di Jack Ma, l’imprenditore di cui non si hanno notizie da due mesi. Le ultime vicende riguardanti la proprietà del club nerazzurro sono poco chiare e potrebbero spiegare l’austerity imposta dalla famiglia alla società e la nascita delle voci, poi smentite, di una possibile vendita.

PATRIMONIO IN GARANZIA

Lo scorso 4 dicembre l’imprenditore cinese Jindong Zhang, proprietario dell’Inter, e il figlio Kangyang (meglio conosciuto dai tifosi nerazzurri con il nome di Steven), presidente del club, hanno dato in garanzia gran parte del patrimonio famigliare a Taobao Software co, società del gruppo Alibaba. Sul piatto c’era anche il 100% delle azioni di Suning Holdings Group, realtà in cui figurano il 68% delle quote dell’Inter, quelle di proprietà della famiglia Zhang.

PROBLEMI DI LIQUIDITÀ?

La quota di maggioranza dell’Inter è quindi al momento parcheggiata presso Taobao, che ne ha il possesso ma non la proprietà. Rimane il mistero su quale sia la contropartita della garanzia. Si potrebbe supporre che la famiglia Zhang abbia deciso di fare cassa per far fronte alle esigenze di liquidità del gruppo commerciale, dovute alla scadenza di alcune obbligazioni che infatti Suning ha riacquistato poco prima di Natale. In questo contesto è doveroso ricordare l’investimento da 2,56 miliardi di dollari della società in Evergrande, il colosso del real estate con sede a Guangdong in grave crisi di liquidità.

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