Il guru degli investimenti Lyn Alden considera Ethereum un prodotto ancora in alpha e potenzialmente instabile, a differenza di Bitcoin.

Il motivo per cui il guru degli investimenti Lyn Alden non ha ancora acquistato ETH è molto semplice: considera il network Ethereum “un prodotto incompiuto” rispetto a Bitcoin.

Alden ha recentemente pubblicato un’analisi su Ethereum, nella quale compara il network per smart contract all’aereo Concorde: sebbene ci siano “un sacco di sviluppatori intelligenti che ci lavorano“, è improbabile che diventi un progetto economicamente sostenibile a lungo termine. A supporto della propria tesi ha analizzato alcune delle caratteristiche chiave di Ethereum, definendo i casi d’uso di molte applicazioni decentralizzate “circolari e speculativi“.

Ha inoltre affermato che i nodi del network sono maggior rischio di attacchi centralizzati, nel caso in cui vi fosse “una repressione dei servizi dei nodi di terze parti da parte dei governi“. Secondo Alden è improbabile che i regolatori riescano a “distruggere Ethereum“, ma potrebbero efficacemente minacciarne i casi d’uso rendendo le applicazioni più difficile da eseguire.

L’analista ha così riassunto i suoi pareri su Twitter:

“Nel prossimo anno il prezzo di Ethereum potrebbe fare molto bene. Tuttavia, fino a che il suo layer di base rimarrà mutevole, si tratta di speculazione su uno sviluppo ancora in alpha piuttosto che di un prodotto finito e stabile.”

 

D’altra parte Bitcoin (BTC), con la sua offerta fissa di 21 milioni di monete, non possiede la “politica monetaria arbitraria” di Ethereum. Inoltre, a suo parere c’è una grossa “divisione culturale” fra i due network:

“Ethereum attrae più una ‘gamer culture’ e più sperimentazione. […]

Forse fra altri cinque anni, quando Ethereum 2.0 sarà pienamente in vigore e operativo per qualche tempo, con una politica monetaria consistente, potrà essere considerato un prodotto finito come Bitcoin. Ma fino ad allora sarà puramente sperimentale.”

 

Lo scorso anno Alden ha affermato di essere diventata “piuttosto rialzista” su Bitcoin, data la sua comprovata scarsità, l’halving e il potenziale della criptovaluta di essere utilizzata come copertura contro l’inflazione. Nella sua analisi su Ethereum ha spiegato di preferire il rapporto rischio/rendimento di Bitcoin, affermando che il potenziale di crescita della criptovaluta è estremamente alto:

“[Bitcoin] non si muove velocemente e rompe tutto come fanno molte altcoin. Si muove lentamente e ha la tendenza a fare le cose per bene.”

 

 

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