Il dl Sostegno è atteso in consiglio dei ministri entro giovedì 11 marzo. La bozza conferma le indiscrezioni circolate in questi giorni: nuovi ristori diretti delle attività economiche colpite da una perdita di fatturato, rinnovo degli ammortizzatori sociali per le aziende, proroga del blocco dei licenziamenti, slittamento della ripresa della riscossione e nuove misure che riguarderanno la pace fiscale.

NUOVO STOP ALLA RISCOSSIONE

Nel nuovo provvedimento spunta la proroga dello stop alla riscossione: potrebbe restare confermata la ripresa dell’invio delle cartelle dallo scorso primo marzo, diluita nell’arco di due anni, ma con la possibilità di prorogare il blocco dei pagamenti fino alla fine di aprile. Si conferma anche la proroga per le rate della Rottamazione ter e del Saldo e stralcio sospese finora. Le rate del 2020 potranno essere versate entro il 31 luglio 2021, mentre quelle di quest’anno sono sospese fino al 30 novembre.

LA PACE FISCALE

Si discute sulla cancellazione delle cartelle esattoriali comprese nel quindicennio 2000-2015, con sei diverse ipotesi allo studio. Quella minima prevede il condono sulle cartelle di importo fino a 3mila euro, con un costo nel 2021 di 1,6 miliardi di euro. L’ipotesi di cancellazione più ampia, invece, comporterebbe l’eliminazione di tutte le cartelle, a prescindere dal loro importo, con un costo che lieviterebbe così a 3,3 miliardi. Al vaglio anche ipotesi intermedie che comprenderebbero l’abolizione delle cartelle fino a 5mila, 10mila, 30mila e fino a 50mila euro. C’è da considerare che il grosso delle cartelle non supera i 3mila euro: 57,3 milioni su un totale di 70,5 milioni nei 15 anni presi in esame.

DOVE PRENDERE LE RISORSE

Il provvedimento verrà finanziato con 32 miliardi di maggior deficit. Nel dl Sostegno ci saranno anche le nuovi indennizzi per le attività economiche colpite dalla crisi sanitaria; la proroga cassa integrazione (altre 8 settimane di cassa ordinaria e 26 di deroga, utilizzabili fino alla fine del 2021); il rifinanziamento del Reddito di cittadinanza (un miliardo); il ripristino dei congedi parentali; due mesi in più di Napsi; indennità per i precari di turismo, spettacolo e sport. In bozza anche fondi per il trasporto pubblico locale (800 milioni) e 2,1 miliardi per vaccini e farmaci anti-Covid.

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PER LE PARTITE IVA

La bozza prevede anche nove miliardi e mezzo da destinare a contributi a fondo perduto per 2,7 milioni di partite Iva, distinte in tre fasce di fatturato. L’indennizzo spetta se il fatturato di gennaio e febbraio 2021 è inferiore del 33% rispetto a quello dei primi due mesi del 2019. La parte del fatturato persa rende variabile la percentuale del contributo: del 20% per i soggetti con ricavi non superiori a 400mila euro l’anno; del 15% per quelli fino a un milione di euro; e del 10% per quelli fino a 5 milioni. Tra le ipotesi, anche quella di un contributo più sostanziale per le piccole partite Iva (con fatturato fino a 100mila euro) che potrebbe arrivare al 30%. L’indennizzo, in ogni caso, non potrà superare i 150mila euro mentre il minimo sarà di mille euro per le persone fisiche e di 2mila per le imprese.

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