In rialzo gli indici del Vecchio Continente in una seduta volatile. Si conclude la due giorni della la riunione della Federal Reserve ed è stato pubblicato il dato del primo trimestre del Pil Usa. Occhi sempre puntati sulle trimestrali. Dopo il taglio di rating a sorpresa di Fitch, risale a 230 il differenziale tra BTp e Bund per poi tornare sotto questa soglia.

Si muovono in territorio positivo le Borse europee, in una seduta che ha visto molti cambi di direzione, in attesa delle decisioni della Federal Reserve (mercoledì sera) e della Bce di giovedì: il sostegno delle banche centrali resta fondamentale per la gestione dell’emergenza coronavirus e per dare fiato a un’economia già pesantemente in affanno. Da Oltreoceano è arrivato il dato sul Pil americano del primo trimestre, che con un calo del 4,8% secondo la prima lettura diffusa dal dipartimento del Commercio, sancisce la fine del periodo di espansione più lungo registrato dall’economia Usa. Il dato è peggiore delle attese che erano per un calo del 3,5 per cento. Nel quarto trimestre del 2019, l’economia Usa era cresciuta del 2,1 per cento. Il dipartimento al Commercio ha detto che il rallentamento è da attribuire “in parte” alla pandemia di coronavirus.

Tassi in rialzo in asta BTp. Spread a 230 punti poi riscende

Rendimenti in rialzo per i BTp in asta: il Tesoro ha assegnato oggi decennali per 3,75 mld con rendimento all’1,78%. A sorpresa mercoledì 28 aprile l’agenzia Fitch in tarda serata ha abbassato il giudizio di merito sul credito dell’Italia a BBB- (con outlook stabile) portandolo a un solo gradino (come Moody’s) dalla categoria dei junk bond (titoli spazzatura). Lo spread tra BTp e Bund è prima risalito oltre quota 230 punti, per poi attestarsi sotto questa quota. La reazione è comunque contenuta, visto che c’è la rete di salvataggio della Bce, che sta comprando titoli di stato.

Piazza Affari in rialzo, corrono Leonardo e Prysmian

In una seduta volatile sin dalle prime battute, Milano ha registrato le più ampie variazioni per poi puntare al rialzo.A influenzare l’altalena dell’indice milanese sono state soprattutto le banche, che hanno cambiato in continuazione la direzione di marcia.

Il titolo migliore è Leonardo, dopo il giudizio positivo di Equita che sottolinea come l’azienda non si sia mai fermata, nonostante l’emergenza sanitaria. In forte rialzo Prysmian, con il ceo che si aspetta a breve un ritorno della produzione alla normalità. In calo Atlantia dopo la diffusione dei conti del 2019, archiviati con un utile netto in calo a 136 milioni di euro, dai 639 milioni di euro del 2018. La società ha annunciato che non distribuirà il dividendo e ha iniziato a mettere in conto il peso che avrà il coronavirus sul bilancio 2020, che potrebbe essere attorno a 3 miliardi. St sale nonostante il profit warning lanciato da Samssung sui conti del secondo trimestre, che verranno appesantiti dagli effetti del coronavirus. Rialzano la testa le azioni del petrolio, seguendo l’andamento del valore del greggio.

Trimestrali sotto i riflettori, preoccupano i prossimi mesi

Prosegue a ritmo serrato la stagione delle trimestrali, dopo le indicazioni positive della svizzera Ubs che hanno sostenuto i listini martedì, sono arrivati i numeri di Volkswagen e Daimler, con la prima che prevede un utile operativo 2020 positivo nonostante il coronavirus. Daimler registra ricavi e utili in calo nei primi tre mesi mentre Ford dagli Usa nella notte ha lanciato un profit warning sui prossimi tre mesi dell’anno. I mercati hanno accolto positivamente la trimestrale di Alphabet (la holding cui fa capo Google) che ha riportato nel primo trimestre ricavi in crescita del 14% grazie all’aumento delle connessioni su YouTube durante la pandemia. L’attesa è per i numeri di altri colossi del calibro di Facebook e Microsoft, ma anche General Electric.

Il petrolio rimbalza dopo la discesa a picco, Brent riagguanta i 21 dlr

Il petrolio rimbalza con il Wti che risale oltre i 14 dollari mentre il Brent recupera quota 21 dollari. Nella seduta di ieri il greggio aveva perso oltre il 20%, con i timori che i contratti sull’oro nero potessero arrivare nuovamente in territori negativo, come accaduto per quelli con scadenza maggio la scorsa settimana. Le vendite pesanti di un fondo Usa, che ha spostato i suoi investimenti sui contratti a scadenza successiva – vendendo quelli con consegna giugno per acquistare quelli con scadenza luglio – hanno amplificato il movimento al ribasso e la voltilità. Una debolezza, quella del greggio, che comunque non si esaurirà a breve ed è legata all’eccesso di capacità: con il crollo della domanda legato al lockdown, allo stop ai trasporti e alla produzione, le riserve di stoccaggio sono al completo e la situazione richiederà ancora del tempo per migliorare. Per questo, sono diversi i fondi che preferiscono investire sui contratti a più lunga scadenza. Oggi arriveranno i dati sulle scorte americane, mentre l’Api ha detto che le scorte a Cushing, in Oklahoma, il punto di raccolta per il Wti, sono aumentate di 2,49 milioni di barili la scorsa settimana.

L’euro in rialzo nonostante Fitch

Le valute legate al rischio sono in rialzo questo mercoledì e tra di queste l’euro ha ottenuto un rialzo importante. “La ripresa della moneta unica è notevole, considerando che ieri il credit rating italiano è stato abbassato da Fitch, che lo ha posizionato appena una posizione sopra il livello junk ovvero spazzatura”, commentano gli analisti di ActivTrades. “L’ottimismo innescato da diversi Paesi che entrano in una fase meno rigorosa di lockdown e stato rafforzato da una ripresa dei prezzi del petroli. Questo sembra indicare che gli investitori si sentono ottimisti anche sui prossimi annunci della Fed e della Bce, aggiungono.

Crollo record per la fiducia nell’economia europea in aprile

Ad aprile l’indice Esi della Commissione Ue che misura la fiducia nell’economia è crollato di 27,2 punti portandosi a quota 67 punti; nella Ue di 28,8 punti portandosi a quota 65,8. Si tratta del declino mensile più forte mai registrato (dal 1985) che supera i dati negativi di marzo. L’indicatore si trova adesso molto al di sotto della media di lungo termine di 100 punti e molto vicino ai livelli più bassi registrati nella grande recessione del marzo 2009. Cadute più forti in Olanda (-32,6 punti), Spagna (-26), Francia (-16,3). In Italia non sono stati raccolti dati a causa delle misure di confinamento (i dati generali si fondano sui dati italiani di marzo replicati in aprile).

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