Nella corsa al vaccino anche Johnson & Johnson è pronta a presentarsi ai nastri di partenza. Il colosso statunitense della farmaceutica ha annunciato che entro marzo il vaccino anti Covid-19, messo a punto dalla sua controllata Janssen-Cilag, andrà in produzione: l’obiettivo è arrivare a un miliardo di dosi entro la fine del 2021. Un miliardo di dosi significa un miliardo di persone vaccinate perché, come ha sottolineato il direttore scientifico Paul Stoffels, il vaccino Johnson & Johnson’s prevede la somministrazione singola.

VACCINO IN DOSE SINGOLA

A differenza degli altri vaccini approvati dall’Agenzia Europea del Farmaco (Pfizer e Moderna) o in via di approvazione (AstraZeneca) che prevedono una dose di richiamo dopo la prima somministrazione, quello della multinazionale americana è monodose, “single-shot” per dirla in inglese. Una caratteristica che potrebbe fare davvero la differenza nel contrasto della pandemia, che in queste settimane sta continuando a tenere in scacco quasi l’intero pianeta ed è tornata a minacciare anche la Cina. Il tempo, insomma, è fondamentale, e avere a disposizione un vaccino a dose singola può essere di grande aiuto.

EFFICACIA DELL’80%

Il vaccino Johnson & Johnson’s, che presto verrà sottoposto per l’approvazione alla Fda (il corrispettivo americano dell’Agenzia Europea del Farmaco), ha finora dimostrato una percentuale di efficacia dell’80% circa. Inferiore rispetto al 95% di Moderna e Pfizer, ma comunque nettamente sopra la soglia del 50%, considerata utile dalle autorità per l’approvazione. Tuttavia, lo stesso Stoffels, intervistato dal New York Times, non ha escluso la possibilità di ottenere percentuali di efficacia migliori nel corso delle prossime settimane, prima di cominciare la produzione vera e propria.

PIÙ FACILE DA CONSERVARE

Secondo il piano, Johnson & Johnson ha individuato siti di produzione negli Usa, in Europa e in Sud Africa per arrivare all’obiettivo di un miliardo di dosi entro l’anno. Numero che, sempre secondo Stoffels, potrebbe anche essere incrementato, anche se è ancora presto per capire quante dosi saranno disponibili a marzo. Infine, altro punto a favore del vaccino Johnson & Johnson è la temperatura di conservazione che, come nel caso di quello AstraZeneca, richiede un normale frigorifero.

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