JP Morgan: le banche centrali freneranno le spinte al rialzo dei tassi

Le Banche Centrali possono benissimo mantenere i tassi a un livello basso per sostenere la ripresa, ma in un contesto dove le attese di maggior crescita e inflazione e dove i rendimenti dei Treasury salgono.

Per gli investitori obbligazionari l’implicazione è che giustamente i mercati si aspettano un rialzo dei rendimenti, dati i progressi delle vaccinazioni, i continui segnali di ripresa e le attese di inflazione.

Questo si cifra in irripidimenti della curva o posizionamenti ribassisti sul credito. Ma, per il momento, le Banche Centrali terranno a freno i tassi.

Lo sostiene nel Bond Bulletin settimanale il team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management, esprimendo una preferenza per i settori a spread, che hanno minor sensibilità ai tassi, e prevedendo che il contesto giocherà a favore del segmento High Yield e di alcuni Mercati Emergenti.

ATTESE DI CRESCITA USA PIÙ FORTE

Guardando ai fondamentali, il team di J. P. Morgan Asset Management ritiene che il mercato stia scontando un’accelerazione della crescita mentre i rischi estremi sembrano ridursi sul fronte della pandemia. In molti Paesi i contagi sono rallentati e i dati segnalano l’efficacia dei vaccini.

Negli Stati Uniti le aspettative di crescita sono state riviste al rialzo con la previsione di una crescita del PIL oltre il 6% nel 2021. Anche le misure di stimolo fiscale sostengono la crescita, ma verso metà 2022 la principale determinante della crescita sarà la riapertura delle economie.

PREZZATO RIALZO TASSI DELLA FED A FINE 2023

Tutti questi fattori, secondo il Bond Bullettin, contribuiscono a far salire i rendimenti, con il mercato che comincia a scontare un innalzamento dei tassi d’interesse superiore a mezzo punto da parte della Fed per fine 2023. Con il concretizzarsi dell’ipotesi di un incremento dell’inflazione, il fattore fondamentale da monitorare è la risposta delle Banche Centrali.

Per il momento, gli esperti di J. P. Morgan AM si aspettano che confermino la politica monetaria espansiva per sostenere la ripresa e consentire ai governi di finanziare il maggior debito, e ritengono che la politica di allentamento dovrebbe, in ultima analisi, tenere a bada i tassi.

IMPATTATO ANCHE IL DEBITO CORPORATE DI QUALITÀ

In ogni caso, da inizio anno l’indice US Treasury ha reso il -4,1% e la sofferenza non riguarda solo i titoli di Stato.

Le obbligazioni societarie di alta qualità hanno reso il -2,4% nello stesso periodo, mentre altri settori del reddito fisso che presentano maggior rischiosità hanno conseguito risultati relativamente buoni grazie a una duration più breve e a un maggiore spread.

La performance da inizio anno dell’High Yield globale è stata pari a 0,95% e in alcuni mercati i livelli consentono ancora di assorbire un aumento dei tassi di altri 100 punti base prima che le performance complessive diventino negative.

IL QUADRO TECNICO NON È CAMBIATO

Un potenziale rischio per i Treasury sta nell’attuale posizionamento al ribasso degli operatori di mercato, segno che vi è consenso nell’attesa di un rialzo dei rendimenti.

Ma, secondo il Bond Bullettin, il quadro tecnico non è cambiato: i bassi rendimenti sulle obbligazioni core spingono gli investitori a cercare aree in cui investire la liquidità in una caccia al rendimento che dovrebbe continuare a favorire i settori a spread.

Il team di J. P. Morgan AM sottolinea anche che determinate condizioni di mercato hanno contribuito a mantenere stabili sia i rendimenti che i prezzi come nel caso delle obbligazioni societarie emergenti.

Il team Global Fixed Income, Currency and Commodities di J.P. Morgan Asset Management vede una buona tenuta del credito anche con rendimenti in risalita sulla parte lunga della curva

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