Investing.com – Riprende a correre Tesla (NASDAQ:TSLA) dopo l’ultima settimana di gennaio, tra le peggiori per il mercato americano.

Ieri le azioni della casa automobilistica di Elon Musk hanno guadagnato oltre il 5%, tornando così a 839 dollari, mentre si è chiuso in parità l’After Hours USA.

Un 2020 da fuochi d’artificio per Tesla

Il 2020 ha visto il titolo Tesla crescere del 500%, ma alcuni analisti pensano che la corsa possa continuare. “I fuochi d’artificio non sono finiti”, ha scritto in una nota di ieri Alexander Potter di Piper Sandler, aggiungendo che Tesla potrebbe raggiungere quota 1.200 nel corso di quest’anno, pertanto ha mantenuto il rating sul titolo a ‘overweight’.

“Nonostante il nostro modello sia tra più completi rispetto a quanto pubblicato fino ad oggi, questo non cattura tutti i potenziali flussi di entrate. Infatti, con le concorrenti di Tesla che adottano ancora modelli di business obsoleti, potrebbero passare decenni prima che l’azienda sia a corto di nuove opportunità da cogliere”, spiegano l’analista nella nota, secondo StreetInsider.

Dopo l’entrata nello S&P 500 arrivata l’anno scorso, secondo Potter Tesla è sulla buona strada per consegnare 9 milioni di veicoli entro il 2030, considerando anche l’avvio delle prime Model Y in Cina.

Sostegno dall’a UE e dalla Germania

Nel frattempo, Tesla potrebbe ricevere dalla Germania e dallo stato regionale del Brandeburgo circa un miliardo di euro di sussidi destinati alla costruzione di una fabbrica di batterie di auto nei pressi di Berlino, secondo quanto riportato da Business Insider. Oltre alla produzione di batterie, la Giga Berlin produrrà anche la Model Y e la Model 3, rafforzando così la sua presenza in Europa.

Un portavoce del ministero dell’economia tedesco ha spiegato che la cifra da stanziare da parte dell’esecutivo federale ancora non è stata definita, pertanto si attendono conferme ufficiali in questo senso.

Il finanziamento rientra all’interno della European Battery Innovation, un piano da 2,9 miliardi di euro destinato al sostegno di 40 aziende automobilistiche, tra cui BMW e appunto Tesla, con il fine di incoraggiare e sostenere l’avvio di attività di produzione di batterie per veicoli elettrici, disincentivando così l’importazione di materiale cinese.

L’Unione europea aveva già finanziato nel 2017 l’European Battery Alliance, un piano che puntava a sostenere l’industria nella transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili.

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