Da un’indagine condotta da JPMorgan è emerso che un’azienda su cinque che attualmente non possiede criptovalute potrebbe prendere in considerazione tale opzione d’investimento in futuro.

Il sondaggio, al quale hanno partecipato oltre 3.400 investitori in rappresentanza di 1.500 istituzioni, ha rivelato che l’11% degli intervistati lavora in aziende che investono in criptovalute, mentre l’89% non lo fa.

È comunque promettente il fatto che le istituzioni interessate all’acquisto di criptovalute siano il doppio rispetto a quelle che hanno già compiuto questo passo: il denaro istituzionale potrebbe pertanto continuare a confluire nei mercati crypto, almeno nel breve termine.

Tra i rappresentanti delle aziende che non investono in criptovalute, il 22% afferma che probabilmente la sua società lo farà nei prossimi anni. Ma un numero significativo di investitori istituzionali continua a non credere in questa tecnologia.

Il 14% ritiene infatti che le criptovalute siano “veleno per topi al quadrato” e qualcosa da evitare, mentre il 21% le considera soltanto una moda passeggera. Solo il 7% degli investitori crede che “diventeranno uno degli asset più importanti’’.

Il sondaggio ha rivelato che la maggior parte delle istituzioni teme potenziali falle nella sicurezza: il 98% degli intervistati sostiene che ci siano troppe truffe nel settore. Questo sembra essere un grande ostacolo per gli investitori istituzionali al momento.

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